Il teatro al servizio del recruiting

Pubblicato 26 giugno, 2018 · 2 min. lettura

Seppur peculiare, anche il casting per una produzione teatrale è recruitment. A teatro c’è una prima selezione basata sulle candidature raccolte, c’è un processo di progressiva scrematura per identificare i candidati più idonei a interpretare i personaggi, ci sono le prove in scena per definire il cast finale e infine si arriva a scritturare gli attori. Il processo di selezione del personale è simile. Molte aziende già utilizzano delle tecniche, come ad esempio il blind recruitment, che provengono direttamente dallo spettacolo. Anche in Italia, alcune aziende hanno deciso di impostare un intero processo di selezione attingendo al teatro. Utile per verificare le competenze e le skills dei candidati in termini di lavoro di squadra, problem solving e orientamento al risultato.

Ecco quindi alcuni suggerimenti per “portare a teatro” una selezione del personale che, proprio perché esce dagli schemi, può rivelarsi più efficace.

 

I candidati alle prese con la sceneggiatura

Sotto la guida di un formatore, i candidati possono essere divisi in piccoli gruppi e invitati a lavorare su una breve sceneggiatura di una pièce di circa dieci minuti. In una prima fase ogni gruppo dovrà identificare la trama, ispirata a una normale situazione professionale che potenzialmente potrebbero trovare all’interno dell’azienda che li sta selezionando. Da qui, ogni candidato metterà a punto il proprio copione da cui dovranno emergere competenze, attitudini e coerenza con la job description per la posizione a cui aspira.

 

Il “provino” del candidato

Il candidato salirà sul palco per provare la sua parte di fronte al recruiter che, di fatto, è il regista dell’intero processo di selezione. Trovarsi fuori da un classico colloquio fatto di domande e risposte lo porterà a evidenziare spontaneamente e senza alcuna distorsione cognitiva non solo le sue competenze, ma anche le “soft skills”.

 

I candidati nella prova generale

I gruppi di candidati saranno sul palco davanti al recruiter seduto in platea per provare la messa in scena. In questo modo emergeranno, in maniera molto più evidente che in un colloquio di selezione, le dinamiche di lavoro in team. Negli spazi di improvvisazione, è possibile simulare situazioni molto vicine alla realtà aziendale. Alla fine di questa fase, i candidati torneranno dietro le quinte e attraverso reciproci feedback perfezioneranno la sceneggiatura finale.

 

teatro

 

Il recruiting a teatro

Davanti a un pubblico formato da dipendenti dell’azienda (quelli con cui potenzialmente i candidati potrebbero collaborare), ogni gruppo porterà in scena la propria performance. E alla fine il recruiter, anche grazie al feedback fornito dai colleghi nel pubblico, avrà un quadro dettagliato, autentico e privo di ogni pregiudizio di quali sono i profili migliori per le posizioni aperte e delle dinamiche professionali che potrà attendersi.

 

Conclusioni

Naturalmente una sessione di questo tipo può essere successivamente approfondita attraverso colloqui personali, per definire e gestire gli ultimi dettagli. Questa tecnica di recruiting, risulta essere molto efficace quando i candidati sono Millennial, già abituati a raccontarsi e a “interpretare sé stessi” sui social. Infine, un processo di recruitment meno classico e formale, a prescindere dal risultato della selezione, produrrà comunque una candidate experience positiva.

 

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