I vantaggi dello smart working

Pubblicato 9 ottobre, 2018 · 3 min. lettura

Anni fa si chiamava telelavoro, oggi smart working o lavoro agile. Una soluzione sempre più apprezzata sul fronte dei candidati per coniugare al meglio le necessità di una vita professionale con quella privata. In Italia soltanto il 36% delle grandi aziende (quelle con più di 250 dipendenti) e il 7% delle PMI ha già avviato progetti in questa direzione (fonte Politecnico di Milano), anche se in generale tutte riconoscono l’opportunità di questa modalità di collaborazione professionale. Scopriamo perché.

 

Perché lo smart-working conviene

Poter lavorare da casa o “in remoto” non è una moda passeggera. Corrisponde alla realtà dei tempi, in cui per le aziende è sempre più importante sostituire la sicurezza della presenza in ufficio per 8 ore al giorno con quella dei risultati e dell’efficienza. E piace molto ai candidati, soprattutto se parliamo di Millennials o Generazione Z, per migliorare l’equilibrio tra vita privata e professionale. Nell’era digitale, in cui con uno smartphone compriamo il cibo, prenotiamo un viaggio o un ristorante e ci relazioniamo quotidianamente con amici che vivono lontano da noi, anche i progetti professionali sono online. Perché conviene? Il lavoratore è più focalizzato e concentrato, ha meno distrazioni che a volte rallentano la produttività in ufficio. Non solo, pensiamo alle riunioni: ore passate a girare intorno ai punti dell’ordine del giorno, interruzioni, attese e ritardi. Se le organizziamo in videoconferenza si va tutti dritti al sodo, tutti puntuali e tutti focalizzati. Impiegando meno della metà del tempo.

 

Quando si parla di smart working, è importante mantenere ben chiari e netti i confini tra vita professionale e vita privata

Come rendere lo smart working efficiente

Per quanto i vantaggi dello smart working siano evidenti (anche sul fronte della sostenibilità ambientale), ci sono alcuni aspetti migliorabili. Per alcune persone è infatti importante mantenere ben chiari e netti i confini tra vita professionale e vita privata. C’è un luogo per il lavoro – l’ufficio – e un altro per la famiglia, lo svago e il privato. Meglio non fare confusione. Inoltre, l’assenza fisica, oltre al rischio dell’isolamento per il lavoratore, può incidere negativamente sulle sinergie date dal teamworking (anche se le nuove soluzioni, come Workplace di Facebook, di fatto supportano lo spirito collaborativo a 360° delocalizzato). Alcuni studi evidenziano infine effetti negativi dello smart working se supera il 40% del monte ore settimanale. Ma non si può generalizzare. Affronta il tema con uno spirito progettuale e soprattutto parlane con i tuoi dipendenti. Ti aiuterà a capire le loro esigenze e le loro eventuali resistenze.

 

La tua azienda è pronta per diventare “smart”?

Sembra banale ma in Italia sono ancora molte le aziende a non essere dotate di una buona connessione Wi-Fi.  Naturalmente è un prerequisito essenziale per restare in contatto (in remoto) con i tuoi collaboratori. I quali, a loro volta, dovranno disporre, seppur lavorando da casa, di uno spazio tranquillo e silenzioso e, naturalmente, di una buona connessione. Inoltre è sempre meglio mettere per iscritto i nuovi accordi di smart working. È un territorio nuovo e, anche se non c’è l’obbligo di una nuova contrattualizzazione, è sempre meglio che i termini siano stabiliti nero su bianco e sottoscritti da entrambe le parti.


Conclusioni

All’inizio questa nuova modalità collaborativa, a te come ai tuoi manager sembrerà un po’ singolare. La scrittura diventa la principale forma di comunicazione e, ad esempio, potrai trovarti ad agire contemporaneamente su uno stesso documento con i tuoi colleghi dislocati altrove. Non allarmarti: ricordi l’avvento dei social media? All’inizio hai avuto qualche resistenza, poi sono diventati rapidamente parte del tuo quotidiano. Con lo smart working è più o meno lo stesso. Ma se aumenta la produttività dei tuoi collaboratori rendendoli più soddisfatti e ti permette di lavorare con il tuo collega dall’altra parte del mondo come se fosse di fronte a te, forse, abbandonare qualche vecchia abitudine non è poi così difficile.

 

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