Retail: come trovare il candidato giusto

Pubblicato 4 dicembre, 2018 · 3 min. lettura

Il mondo del retail negli ultimi anni è cambiato molto. Parliamo di un settore che, più di altri, vive l’urgenza della digitalizzazione, anche per competere con i giganti dell’e-commerce. Inoltre i consumatori evoluti desiderano punti vendita innovativi e sopratutto personale preparato. Quindi, indipendentemente dal tipo di attività e dalle dimensioni dell’esercizio, è importante che ogni dipendente possegga le esperienze adeguate per rispondere alle nuove sfide del mercato. Noi ti indichiamo come trovarlo.

 

1. Nel mondo del retail quali sono le competenze chiave?

Alla cassa come nell’assistenza al cliente, nell’alimentare come nell’abbigliamento, una buona alfabetizzazione digitale è essenziale. Dalla gestione dello scaffale all’emissione dello scontrino, dalla relazione con il magazzino ai servizi post vendita ormai tutto viaggia attraverso sistemi informatici che elaborano una grande quantità di dati, aumentano la produttività e minimizzano il margine di errore. Quando attivi la tua campagna di recruiting ricorda quindi che le competenze digitali sono il primo requisito da inserire nella job description. E chiaramente sono competenze che troverai molto più facilmente tra i millennials.

 

2. Nel Retail è importante coniugare competenze digitali e soft skills

L’aspetto cruciale per operare con successo nel retail è saper gestire il “customer journey”, ovvero il percorso che porta il consumatore dalla prima percezione di un prodotto all’effettivo acquisto. Un processo complesso che in gran parte si svolge prima della presenza del cliente nel punto vendita, ma che vede in questo ultimo tratto il momento più delicato. Quindi se nel tuo candidato le competenze digitali sono importanti perché possa avere in tempo reale tutti i dati relativi a prodotti e clienti, le soft skills sono essenziali per poter gestire al meglio questo patrimonio di informazioni. Parliamo di empatia, capacità relazionali e comunicazione. Per questo ormai molti selezionatori utilizzano tecniche di “recruiting gamification”, ovvero test che tramite l’inserimento di elementi ludici, permettono di valutare con precisione aspetti comportamentali come resistenza allo stress, problem solving, motivazione e creatività.  Non solo: queste tecniche incidono positivamente sulla “candidate experience” eliminando eventuali elementi ansiogeni e distorsioni cognitive legate alla selezione.

 

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3. Nel Retail cadono le barriere tra recruiter e candidato

Nella distribuzione, più che in altri settori, chi cerca e chi offre lavoro sono sullo stesso piano. Il candidato dovrà infatti convincerti di essere la soluzione migliore per la posizione aperta. Allo stesso modo tu dovrai dimostrargli che sei esattamente il datore di lavoro che sta cercando. Mostrati quindi empatico e ricettivo rispetto alle sue aspettative, tenendo presente che chi sceglie questo percorso professionale, soprattutto se è Millennial, è molto sensibile ad aspetti come ambiente di lavoro, flessibilità, work-life balance e crescita. Inoltre, dopo il colloquio, accompagnalo a visitare il tuo punto vendita e presentagli i suoi potenziali colleghi, in modo tale che possa farsi una idea concreta del clima aziendale e capire se è coerente con le sue aspettative.

 

4. Hai trovato il candidato giusto? Continua a cercare

Sei alla fine del processo di selezione e ti sembra di aver trovato il candidato che risponde alle necessità dell’azienda. La tentazione di procedere con la chiusura del contratto è forte. Tuttavia è importante che tu prosegua la selezione anche con gli altri candidati che hai preselezionato sulla tua lista. Perché potresti incontrare competenze a cui non avevi pensato inizialmente, ma che potrebbero esserti molto utili. Oppure intercettare qualcuno che potrebbe essere ideale per una possibile futura posizione.

 

Per concludere

Un punto vendita, dalla boutique al supermercato, è una macchina che deve funzionare in piena efficienza e senza margine di errore per far fronte a una competizione sempre più agguerrita. Una macchina dove l’elemento umano, più che in altri settori, è decisivo. Non solo. La distribuzione è uno dei settori con i più alti tassi di turnover del personale. Che implicano un grande dispendio di energie per il recruiting, la formazione e l’inserimento. Per questo ottimizzare la strategia di attrazione e di fidelizzazione dei migliori talenti risulta imprescindibile.

 

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