Generazione Z e Recruiting: 3 cose da sapere

Pubblicato 4 settembre, 2018 · 2 min. lettura

Non bastavano i Millennial. Ora, se ti occupi di recruiting, starai già familiarizzando con la Generazione Z (o Centennials). I nati dopo il 1995, infatti, stanno dando un nuovo scossone al mercato del lavoro. Vediamo chi sono.

 

La generazione Z e il mondo del lavoro

I millennial hanno portato nuovi valori nel mondo del lavoro. La generazione Z ne ha ereditato lo spiccato spirito imprenditoriale e la voglia di rompere gli schemi tradizionali. Alessandra, ad esempio, centennial milanese nata nel 1998, ci racconta quanto sia importante che il lavoro svolto risulti “utile non solo all’azienda, ma anche alla società”. Una conferma di come la generazione Z sia in cerca di responsabilità e di riconoscimento. Lavora duro per raggiungere i propri obiettivi e ha bisogno di sentirsi implicata già dal primo giorno di lavoro. E in genere bada più al contenuto che alla forma. Anche nell’aspetto esteriore: la Generazione Z apprezza un look “basic”. Preferisce il comfort alla rigidità di un codice d’abbigliamento formale, anche e sopratutto in azienda.

 

 

I centennial sono “multi-tasking”

Se per te è normale gestire due schermi contemporaneamente, la Generazione Z si destreggia disinvoltamente fra tre, quattro dispositivi alla volta. I centennial sono in grado di svolgere molte operazioni simultaneamente anche se, rispetto ai loro fratelli maggiori, lo fanno con un’attenzione ridotta. Quindi, se stai conducendo un colloquio di selezione a un candidato della Generazione Z, non ti sorprendere se fai fatica a mantenere un contatto visivo prolungato. Adatta piuttosto la tua strategia di recruiting seguendo un canovaccio interattivo.

 

La tecnologia come alleata per trovare lavoro

I Centennial, con smartphone, app e internet ci sono nati. Hanno piena fiducia nelle nuove tecnologie digitali e le considerano imprescindibili per cercare lavoro. Conoscono perfettamente i dispositivi tecnologici, senza preoccuparsi troppo di come sono fatti. E sono sempre più consapevoli dell’importanza di una buona “reputazione digitale”, uno dei criteri più importanti quando scelgono un’azienda.

 

Come riconoscere un esponente della “Gen Z” a prima vista

Mentre sei in ufficio, magari nella pausa caffè, chiedi al tuo collega che cosa è successo nel 1998. In quell’anno è stato lanciato il primo I-Mac, è nato Google e, subito dopo, l’Euro. Se la risposta è un’espressione interrogativa, un “non so” o un “niente”, sei sicuramente di fronte a un Gen Z. Lui, all’epoca, o era molto piccolo o non era ancora nato. Per lui è difficile ricordare qualcosa che, nella sua memoria, esiste da sempre. Per te, forse, è ora di aggiornare gli argomenti di conversazione da utilizzare alla macchinetta del caffè.

 

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