Non solo mimose: le pari opportunità in CornerJob

Pubblicato 8 marzo, 2018 · 3 min. lettura

 

Sono sempre di più le donne al vertice delle risorse umane in azienda. Noi ci occupiamo di risorse umane e al vertice in Italia abbiamo una donna. A cui abbiamo chiesto di inquadrare la situazione attuale per quanto riguarda il lavoro al femminile.

 

In CornerJob la parità di genere è una realtà concreta? E come l’avete raggiunta?

Intanto la parità di genere è stata fin dal principio uno dei valori fondativi per noi di CornerJob. Come? Semplicemente astraendoci dal “problema”. Per noi, che siamo una startup, i driver di crescita sono il merito e l’intelligenza emotiva. Il saper sfruttare al meglio le soft skills per cavalcare il cambiamento, lavorare in team ed essere problem solver. Senza curarci troppo se queste competenze portano i pantaloni o la gonna. Ma, al tempo stesso, realizzando che le donne, su questi fronti sono molto allenate: queste competenze le sviluppano e le perfezionano da sempre, da quando sono sveglie a quando vanno a dormire. Come manager di sé stesse e delle proprie famiglie.

 

femme entreprise

 

Si, in effetti il famoso “work-life balance” è una questione che riguarda molto da vicino le donne e non è così semplice. Come vedi il futuro?

Naturalmente “in rosa”. In Italia già il lavoro da casa (il cosiddetto smart work) registra numeri che raddoppiano di anno in anno. Siamo nell’era digitale! Oggi, per molti, il luogo di lavoro è un trittico composto da app, smartphone e laptop. E il valore aggiunto di chi lavora sono gli obiettivi, non il cartellino. Senza dimenticare, e qui viene fuori il tema femminile, che un collaboratore meno sfiancato da una vita in continua maratona a ostacoli nel tentativo di far quadrare il bilancio personale è sicuramente più efficace ed efficiente. A dirlo sembra quasi banale, ma arrivarci culturalmente non è stato facile.

 

Andiamo sul concreto: quali sono le posizioni in cui le competenze tipicamente femminili rappresentano un plus?

Onestamente oggi parlare di competenze tipicamente maschili e femminili mi sembra sia un po’ obsoleto, anche in considerazione delle ultime evoluzioni sociali. Ritengo che chiunque possa uscire dagli stereotipi, accedere a tutte le soft skills e coltivarle. Poi naturalmente ci sono alcuni ambiti in cui sicuramente le donne sono più allenate. Come il saper accogliere, creare dinamiche relazionali empatiche all’interno dei gruppi o il senso di organizzazione. Perché è qualcosa che realizzano già all’interno del nucleo famigliare, nel rapporto con il partner e con i figli. Detto questo possiamo però dire che le donne eccellono solo nelle posizioni che hanno queste skills alla base? Sarebbe riduttivo. Ho colleghe che hanno un talento incredibile anche nella progettazione dei prodotti o in ambito tecnologico. Siamo nel 2018, e le donne vanno dappertutto. Anche nello spazio e nessuno si meraviglia.

 

Che consigli daresti alle tue colleghe che ambiscono a posizioni di leadership aziendale?

In primo luogo le inviterei a guardarsi dentro e a conoscersi meglio per fissare i propri obiettivi. Poi bisogna identificare le proprie aree di miglioramento – ma senza crocifiggersi – e tutto ciò che proviene dal proprio talento naturale. E a questo punto voglio essere provocatoria. Il talento è ciò su cui puntare tutto. Perché è quello che rende un leader “originale”, fuori dal comune e pertanto di successo. Rincorrendo ostinatamente le aree di miglioramento e investendo in questa corsa tutte le energie, il rischio è perdere di vista l’opportunità della crescita e dell’evoluzione che sono già nella natura di ognuno di noi. Naturalmente vale anche per i colleghi maschi.

 

Potrebbe interessarti anche…

Employer Branding e Digital Recruiting

 

 

Eva Maggioni
Head of Sales & Strategy @ CornerJob, Counselor Aziendale @