La realtà virtuale tra intrattenimento e lavoro

Pubblicato 31 agosto, 2017 · 3 min. lettura

La realtà virtuale, sia nella versione immersiva (quella in cui davvero ci si sente teletrasportati in mondi nuovi), sia in quella non immersiva (con un minor impatto emotivo), da tempo ha assunto una posizione di primo piano nel mondo dell’intrattenimento. E questo lo sappiamo tutti.

Realtà virtuale videogame

In molti contesti è anche uno strumento di lavoro. E non solo nel settore dei videogame. In ambito ospedaliero, ad esempio, è recentemente entrata nelle sale operatorie per l’addestramento dei medici più giovani. Che grazie ad essa potranno osservare gli interventi non alle spalle del chirurgo. Ma con i suoi stessi occhi. Anche il settore design e architettura attinge a piene mani da questa tecnologia per creare rendering in 3D e immersivi. E poi ci sono il settore automobilistico, quello aerospaziale, quello immobiliare. Basta inserire su Google “realtà virtuale e…, per trovare migliaia di casi. E capire che questa tecnologia sarà sempre più presente nella nostra vita. Privata e professionale.

Si, certo, ma questo vuol dire che lavoreremo in uffici virtuali?

Il futuro, ormai l’abbiamo imparato, sa superare anche le più fervide immaginazioni. Ma per il momento il lavoro e le interazioni fra colleghi hanno ancora bisogno della realtà fisica. O, nel caso dello smart working, di diversi ambienti connessi tra loro da piattaforme tecnologiche che li rendono “collaborativi”. Eccezion fatta per i “collaudatori di videogame”, ma questa è un’altra storia.

In che modo la realtà virtuale può essere utile all’HR management?

Anche questo è un mondo da scoprire. Ma non parliamo di fantascienza. Già in campo medico abbiamo visto l’utilizzo di queste tecnologie (che utilizzano i famosi occhiali che sembrano mascherine da sub) per la formazione e l’addestramento. Ma anche negli uffici di selezione del personale ci sono già esperienze significative. L’esercito inglese, ad esempio, ha già sperimentato con successo come testare le abilità e la resistenza dei paracadutisti, dei piloti e dei conducenti di mezzi militare “sul campo”. Lo stesso accade nel settore dell’aviazione civile e, più in generale, in quello dei trasporti. Da qui non è difficile prevedere un utilizzo sempre più esteso della realtà virtuale. In tutti settori in cui, ad esempio, è importante verificare le risposte psico-fisiche dei candidati a determinate situazioni o anche, semplicemente, l’effettivo possesso di alcune competenze.

Realtà virtuale lavoro

E qui, anche se non abbiamo notizie di case-history significative, gli ambiti professionali possono essere moltissimi. La distribuzione, ad esempio, che può testare le abilità di relazioni con il pubblico all’interno di un centro commerciale, o anche il turismo, e qui le possibilità si moltiplicano. Ti vediamo già scettico con il sopracciglio alzato. Lo eravamo anche noi. Ma poi ci siamo documentati e abbiamo scoperto che tutto ciò non era futurologia, ma presente. E infine, solo tre anni fa, avresti mai pensato di offrire lavoro utilizzando il tuo smartphone?  Beh, ti possiamo dire che, limitando l’osservazione sulla realtà che conosciamo meglio, quella di CornerJob, sono già in 200mila a farlo.

Potrebbe interessarti anche…

4 CONSIGLI PER ASSUMERE IL MIGLIOR TALENTO IN MENO DI 72 ORE