I 5 errori che mettono in fuga i tuoi candidati

Pubblicato 15 marzo, 2018 · 3 min. lettura

Spesso leggiamo articoli che indicano ai candidati quali sono gli errori da evitare nella presentazione di una candidatura o nel corso di un colloquio: mai scrivere una lettera motivazionale dove trapelino insicurezze personali, mai arrivare in ritardo a un colloquio, mai raccontare la propria vita al recruiter. Allo stesso modo, anche le aziende possono commettere degli errori che dissuadono alcuni candidati dal presentarsi o dall’accettare un’offerta. Ecco i 5 errori più comuni:

 

1. La tua azienda ha una cattiva reputazione

Oggi non sono solo hotel e ristoranti a essere sottoposti a recensioni. Su alcune piattaforme come Glassdoor i dipendenti possono valutare le aziende per cui lavorano. E se trovano commenti negativi nei confronti dell’azienda postati da ex-dipendenti scontenti, potrebbero rifiutare un secondo colloquio. Prenditi un po’ di tempo per leggere le recensioni su questi siti in modo tale da sapere cosa pensano i dipendenti della tua azienda.

 

2. Il tuo processo di recruitment è troppo lungo

Spesso le imprese organizzano più colloqui prima di assumere un candidato. Per quanto motivati possano essere, alcuni candidati preferiscono evitare selezioni troppo lunghe. Per questo, è importante dare un feedback ai candidati durante i processi di selezione. Cerca di anticipare e gestire le loro aspettative: informali sulle fasi da affrontare, aggiornali sullo status della candidatura e fai chiarezza già nella stesura della job description.

Te ne saranno grati sopratutto i millennials, particolarmente abituati a interazioni immediate.

 

candidati

 

3. Non utilizzi ancora il mobile recruiting

Nell’era digitale, il mobile recruiting è sempre più importante. Semplifica la ricerca dei profili, l’iscrizione alle offerte e la comunicazione tra impresa e candidato.
Oggi il candidato si aspetta di poter presentare la sua candidatura in pochi clic sul suo smartphone ed essere aggiornato in tempo reale sul processo di recruitment. Se la tua azienda non offre ancora il mobile recruitment, sta perdendo un buon numero di candidati potenzialmente interessanti.

 

4. Non trasmetti una buona immagine della tua azienda

Al momento del colloquio, il recruiter è l’ambasciatore dell’azienda. Il tuo comportamento dà al candidato un’idea della cultura d’impresa e del modo in cui i dipendenti collaborano. Se il recruiter arriva in ritardo, è poco empatico o pone una domanda inappropriata rispetto al colloquio, presenta al candidato un’immagine negativa dell’azienda. Per avere alcuni consigli su come comportarti in fase di colloquio, leggi questo articolo.

 

Oggi il candidato si aspetta di poter presentare la sua candidatura in pochi clic sul suo smartphone ed essere aggiornato in tempo reale sul processo di recruitment Condividi il Tweet

 

5. I tuoi collaboratori non sono i tuoi primi ambasciatori   

Nel momento in cui il candidato si presenta al colloquio, osserva ciò che accade intorno, gli uffici e i dipendenti che potrebbero diventare i suoi colleghi. Se mentre attende è testimone di comportamenti che non sono in linea con i suoi valori, potrebbe non tornare per un secondo colloquio. Per attrarre i candidati che possano operare al meglio per la tua azienda, devi prima assicurarti che i tuoi dipendenti siano veicolo di cultura e mission aziendale. Investi nella comunicazione interna per fare in modo che questi aspetti siano chiari e condivisi. Rendili vivi attraverso iniziative concrete al servizio del tuo employer branding. Come ad esempio un incentivo che ti consentirà di fidelizzare i tuoi attuali collaboratori.

Già questi primi consigli dovrebbero consentirti di rendere la tua azienda più attraente agli occhi dei candidati e migliorare alcuni aspetti del processo di recruitment. Se te ne servono altri, ecco un articolo che ti indica come intercettare i migliori talenti in meno di due giorni.