5 cose da sapere sul diversity management

Pubblicato 12 giugno, 2018 · 3 min. lettura

Integrare la diversità è un’opportunità vincente a tutto tondo. Le aziende che hanno attuato un percorso non solo di tutela, ma anche di valorizzazione delle differenze socioculturali, hanno registrato un aumento dei ricavi fino al 16,7%, come è stato annunciato nel corso del Diversity Brand Summit, il primo evento europeo che mette in relazione diversità e business. Perché sono più apprezzate dai clienti e anche perché riescono ad attingere i migliori talenti da un bacino più ampio. L’inclusione e la diversity per un’azienda, fanno parte prima di tutto un processo culturale, che comincia nelle stanze del recruitment e comincia abbattendo le distorsioni cognitive, ovvero quel sistema di pregiudizi che, anche inconsciamente, un recruiter può mettere in atto condizionando così il processo di selezione.


Ecco alcuni consigli per fare in modo che anche il tuo recruiting promuova e valorizzi la diversità.

 

Amplia il concetto di diversity

Innanzitutto, la diversità non si limita alle differenze etniche: combattere le discriminazioni significa includere quelle legate al genere, all’età, alle disabilità, al luogo di residenza, all’istruzione ecc.  Significa prendere consapevolezza dei pregiudizi che condizionano le nostre valutazioni in modo da organizzare il recruitment in modo diverso. Se usciamo dalla nostra “comfort zone”, ci libereremo di una modalità di selezione che assomiglia più alla clonazione di noi stessi (con le nostre convinzioni), che a una reale ricerca del miglior profilo.

 

Punta sulla formazione dei dipendenti

Per promuovere questa consapevolezza e modificare i modelli abituali, la formazione del personale è molto utile, Anzi, indispensabile.  In Italia sono già molte le aziende (anche nel settore pubblico) e le agenzie di recruitment che predispongono programmi di formazione antidiscriminazione per tutti i dipendenti.

 

Divertiste

 

Formula offerte di lavoro che rispettino la diversity

Di fatto, promuovere la diversità all’interno dell’azienda inizia dalle prime fasi del processo di assunzione. Prima di pubblicare un annuncio di lavoro, accertati che sia “inclusivo” e che rispetti l’identità di tutti i candidati. Troverai preziosi consigli, ad esempio, esaminando la tecnica del blind recruitment. Sicuramente già hai un’idea del tuo candidato ideale ma, quando scrivi l’annuncio, mantieni una posizione di apertura. Quando riceverai i CV potresti essere piacevolmente sorpreso.

 

Concentrati sulle competenze professionali del candidato

Dal momento che sono il cuore della tua selezione, valuta il candidato su ciò che sa o può fare, piuttosto che sulla base di tue prevenzioni o proiezioni. Assicurati che le tue domande, nel corso del colloquio, siano fedeli all’intento originale, che è determinare se il candidato sia in possesso delle competenze richieste per coprire la posizione aperta che stai proponendo. A tal proposito tieni presente che la raccolta e la gestione dei dati personali è un tema delicato al centro di una nuova normativa europea, il GDPR, che entrerà in vigore fra pochi giorni.

 

Valorizza e promuovi la diversità in azienda

Se la lotta alla discriminazione e la promozione della diversità sono obiettivi importanti per la tua azienda, non aspettare i risultati di un audit indipendente per sapere a che punto sei. Apple, ad esempio, ha creato Open, una sorta di “annual diversity report” in cui evidenzia ogni singola azione per l’inclusione a 360°. Il motto è: “l’umanità è plurale, non singolare. Il miglior modo in cui il mondo funziona è quando tutti sono dentro. E nessuno è fuori”. In questo modo ogni dipendente dell’azienda, in tutto il mondo sa di essere parte responsabile e attiva di un’azienda che promuove concretamente il valore della diversità.

 

La diversity in azienda entra in ogni contesto: dalla produzione al marketing, dalle risorse umane alle vendite. E in ognuno di essi porta il valore della differenza e la spinta creativa del confronto. E se, nonostante i nostri consigli, hai ancora la sensazione che le distorsioni cognitive possano minare l’oggettività del tuo recruitment, hai un prezioso alleato, come l’intelligenza artificiale, per allenarti a evitarle.

 

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